Educazione Ambientale, allarme tagli
A Roma 21 posti di lavoro a rischio nei LEA
Da anni l’educazione ambientale subisce un costante taglio di risorse, sia direttamente sia indirettamente (a causa delle ridotte risorse delle scuole, dei parchi, dei musei ed ecomusei e di altri enti).
Ma il 2010, anno internazionale della biodiversità, rischia di essere un anno nero per la diversità culturale delle iniziative nel campo dell’EA. Un’inchiesta del sito Eco dalle città riporta dati allarmanti per alcune regioni, mentre un gruppo di collaboratori dei sette Laboratori di Educazione Ambientale della Provincia di Roma (LEA) ci scrivono per denunciare la gravità della loro situazione. Educazione ambientale, infatti, non vuol dire solo sensibilizzazione dei cittadini, ma anche attivazione di risorse economiche, posti di lavoro, vitalità di strutture che innescano a catena processi virutosi.
I 21 operatori precari contrattualizzati presso la società in house dell’ente Capitale Lavoro SpA (di cui è socio unico al 100%) vedranno certamente non rinnovarsi il proprio contratto di lavoro.
«La nostra storia ormai decennale – raccontano – è fatta di contratti ‘atipici’ dei più svariati tipi dopo l’ingresso della legge 30 (impropriamente detta Legge Biagi); questa assunzione nella Società avrebbe dovuto portarci alla fine del triennio 2007-2010 a TD, verso una stabilizzazione a TI. Invece si va verso l’ignoto! Se tutto va bene torneremo alla situazione originaria dei contratti a progetto, a chiamata, prestazione occasionale ecc. Solo che c’è una piccola differenza: siamo dieci anni più vecchi, considerando che l’età media oscilla ormai tra i 35 e i 40 anni (c’è una persona anche over 60). Abbiamo mutui, affitti, rate da pagare, spese giornaliere! Ebbene la Società per cui ancora lavoriamo (per poco), si rifiuta di rinnovarci i contratti, nonostante siano stati presi chiaramente accordi con Regione Lazio e Provincia di Roma per la nostra stabilizzazione tre anni fa! Una Società controllata al 100% dal pubblico che detta le regole ai controllori stessi!!! Assurdo!».
T. C.
Mario Salomone, presidente dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus e della rivista .eco, l’educazione sostenibile, sarà uno dei rappresentanti della delegazione del Governo italiano alla sessione annuale della Commissione per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1992.
Annelise Caverzasi
L’incontro nazionale dell’educazione ambientale francese tenutosi l’ottobre dello scorso 2009 a Caen, Bassa Normandia, rappresenta un’interessante esperienza da cui forse molte altre realtà nazionali potrebbero trarre utili spunti di lavoro.
Le attività coterapeutiche assistite dagli animali stanno conoscendo una stagione di accresciuto interesse non solo dai media ma dalle stesse strutture socio-assistenziali con nuove possibilità di impiego per coloro che vogliono investire in questo settore occupazionale. Alcune cautele tuttavia sono d’obbligo se non si vuole perdere questa importante opportunità. Troppe fandonie circolano su giornali e periodici, spesso ripetute pedissequamente da improvvisati relatori nei convegni, i quali ritengono che in fondo la pet therapy sia una sciocchezza e quindi non richieda una specifica preparazione.
La campagna
La velocità delle comunicazioni da un lato aumenta la conoscenza quantitativa di persone o cose, ma dall’altro, oltre un certo limite, porta ad un minore approfondimento sul piano emotivo.
Il nuovo portale dell’educazione sostenibile ha cambiato veste. Si è arricchito di canali tematici, di una mediagallery e di un blog e questo arricchimento è piaciuto tanto da renderlo, a detta del settimanale Torino 7, “sito della settimana”!
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