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Educazione Ambientale, allarme tagli

4 agosto 2010

tagli-ea2A Roma 21 posti di lavoro a rischio nei LEA

Da anni l’educazione ambientale subisce un costante taglio di risorse, sia direttamente sia indirettamente (a causa delle ridotte risorse delle scuole, dei parchi, dei musei ed ecomusei e di altri enti).
Ma il 2010, anno internazionale della biodiversità, rischia di essere un anno nero per la diversità culturale delle iniziative nel campo dell’EA. Un’inchiesta del sito Eco dalle città riporta dati allarmanti per alcune regioni, mentre un gruppo di collaboratori dei sette Laboratori di Educazione Ambientale della Provincia di Roma (LEA) ci scrivono per denunciare la gravità della loro situazione. Educazione ambientale, infatti, non vuol dire solo sensibilizzazione dei cittadini, ma anche attivazione di risorse economiche, posti di lavoro, vitalità di strutture che innescano a catena processi virutosi.
I 21 operatori precari contrattualizzati presso la società in house dell’ente Capitale Lavoro SpA (di cui è socio unico al 100%) vedranno certamente non rinnovarsi il proprio contratto di lavoro.
«La nostra storia ormai decennale – raccontano – è fatta di contratti ‘atipici’ dei più svariati tipi dopo l’ingresso della legge 30 (impropriamente detta Legge Biagi); questa assunzione nella Società avrebbe dovuto portarci alla fine del triennio 2007-2010 a TD, verso una stabilizzazione a TI. Invece si va verso l’ignoto! Se tutto va bene torneremo alla situazione originaria dei contratti a progetto, a chiamata, prestazione occasionale ecc. Solo che c’è una piccola differenza: siamo dieci anni più vecchi, considerando che l’età media oscilla ormai tra i 35 e i 40 anni (c’è una persona anche over 60). Abbiamo mutui, affitti, rate da pagare, spese giornaliere! Ebbene la Società per cui ancora lavoriamo (per poco), si rifiuta di rinnovarci i contratti, nonostante siano stati presi chiaramente accordi con Regione Lazio e Provincia di Roma per la nostra stabilizzazione tre anni fa! Una Società controllata al 100% dal pubblico che detta le regole ai controllori stessi!!! Assurdo!».

Formazione

Marketing del precariato

6 luglio 2010

marketing-burocraticoT. C.

Questo che vi raccontiamo è un caso di “marketing del precariato”.
Perché? Perché se tu prendi venti ore – obbligatoriamente, perché le cattedre sono frammentate, in ore qua e là – in Piemonte si direbbe una sorta di “scarabìa didattica”- sei pagato, comunque, per diciotto ore, in quanto la tua aliquota risulta essere più alta, e quindi la tassazione è maggiore. Allora, viene da domandarsi che senso aveva, al momento della nomina, prendere due ore in più per ammortizzare una parte delle spese, se poi le due ore in più non vengono – con questo escamotage – retribuite. È un marketing burocratico, ed equivale, come nel periodo dei saldi, a prendere un articolo che tu pensi di pagare al 50%, invece il prezzo è stato maggiorato e, quindi, l’offerta non c’è…. Quando si è posto il problema se la retribuzione corrispondesse, solo allora il problema è venuto fuori in tutta la sua chiarezza… burocratica. Precari, anzi, flessibili, o corpo docente in mobilità a tempo indeterminato, o prendete meno di diciotto ore, o prendete la cattedra canonica di diciotto ore, oppure il massimo delle ore possibili – altrimenti non vi conviene.
Un contratto scolastico da venti ore, ma pagato come se fossero diciotto. Un contratto che comporta la suddivisione dell’orario di lavoro su tre comuni. Spese a carico del lavoratore, naturalmente. Sembrano controsensi; e può essere: ma sono situazioni reali. Che importanza ha che una realtà sia un controsenso sotto il profilo dell’equità, se poi il controsenso è una realtà?
“Alla fine della fiera ci sono sessantatre euro di differenza tra un contratto di lavoro di diciotto ore e un contratto di lavoro di venti ore su tre comuni. Allora, lasciatemi dire che io, comunque, lavoro per diciotto ore, in concreto. Lasciatemelo almeno dire!”

Formazione

Mario Salomone all’ONU per parlare di sostenibilità

3 maggio 2010

marioMario Salomone, presidente dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus e della rivista .eco, l’educazione sostenibile, sarà uno dei rappresentanti della delegazione del Governo italiano alla sessione annuale della Commissione per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1992.
Quest’anno la Commissione si riunirà a New York dal 3 al 14 maggio 2010, seguita dalla prima riunione del Comitato Preparatorio della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile che si svolgerà in Brasile nel 2012.
Il professore Salomone è membro del Comitato scientifico nazionale italiano Unesco del Decennio delle Nazioni Unite per l’educazione allo sviluppo sostenibile (2005-2014), del Gruppo di lavoro della Regione Lombardia sull’educazione ambientale nei parchi e nelle aree protette e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Aurelio Peccei.
È, inoltre, segretario generale della rete internazionale di educazione ambientale Weec (World Environmental Education Congress) che ogni due anni organizza i congressi mondiali del settore.
Considerando che tra gli argomenti al centro della diciottesima sessione della Commissione figurano l’elaborazione di un insieme di programmi decennali sui modelli di consumo e produzioni sostenibili, la pluriennale esperienza del professore Salomone permetterà di rappresentare l’Italia all’Onu sui temi dello sviluppo sostenibile con passione e competenza.

Leggi la notizia su Bergamo sera.com

Energia

Alla cortese attenzione del Direttore della Stampa e del dr. Sugliano

31 marzo 2010

mirrorAnnelise Caverzasi

“…quando la Bresso  si guarda allo specchio si rovina già la giornata perché vede la Bresso” Lacan, lo psicanalista , direbbe molte cose su questa ‘esternazione’, sullo specchio. Gli sfuggirebbe, forse, che qualcun altro, guardando lo specchio, non vede nulla. Non per opacità dello specchio né perché si tratti dello specchio della matrigna di Biancaneve, e neppure perché si tratti di un vampiro. Lo specchio, semplicemente, non può riflettere quello che non c’è.
Come donna, mi chiedo perché questi continui riferimenti alle donne, la Bresso, la Bindi e perché questa carenza di autocritica estetica….
Mi pare un sultanato misogino è, certamente invece, una discriminazione di genere.
Tiziana Carena, insegnante di Scienze Sociali/ filosofia/Comunicazione per avere le 18 ore/precarissima nonché autrice del libro La pneumatologia teologico-estetica di Vincenzo Gioberti (Mimesis, Milano, 2010) per ricordare il sommo filosofo risorgimentale.

Energia

Un utile esempio

17 febbraio 2010

Mario Salomone

education-environnement-caen-octobre-2009L’incontro nazionale dell’educazione ambientale francese tenutosi l’ottobre dello scorso 2009 a Caen, Bassa  Normandia, rappresenta un’interessante esperienza da cui forse molte altre realtà nazionali potrebbero trarre utili spunti di lavoro.
Tre gli elementi da sottolineare:
1. Il primo è il metodo, che ha visto migliaia di persone partecipare ad incontri locali e poi regionali affidati all’organizzazione da parte degli attori del territorio.
2. Il secondo è l’ampiezza della partecipazione in termini di soggetti rappresentati, che andavano dalle istituzioni, ai parchi, alle regioni, al mondo della scuola, all’associazionismo di ogni tipo, ai sindacati e alle imprese.
3. Il terzo, che è poi alla base del successo delle “Assises” di Caen e del processo partecipativo che le ha preparate, sta nella capacità della società civile francese di collaborare senza rivalità e di dare vita a un organismo (il CFEEDD, “collettivo francese dell’educazione all’ambiente verso lo sviluppo sostenibile”) in cui sono attive reti, associazioni, istituzioni.
Certo, in Francia c’è un forte spirito “repubblicano” fondato su valori come la solidarietà, la fratellanza, la laicità che improntano anche l’educazione ambientale dei nostri cugini di Oltralpe.
In Italia l’esempio andrebbe senz’altro ripreso, per ridare slancio e motivazioni al mondo composito dell’educazione ambientale ma anche per allargarne il campo e coinvolgere nuovi soggetti, obiettivo possibile, come si è visto grazie al Decennio delle Nazioni Unite (il DESS) e all’azione della Commissione italiana UNESCO.

Formazione

Cosa si conosce della Pet Therapy

5 gennaio 2010

Roberto Marchesini

pet-therapyLe attività coterapeutiche assistite dagli animali stanno conoscendo una stagione di accresciuto interesse non solo dai media ma dalle stesse strutture socio-assistenziali con nuove possibilità di impiego per coloro che vogliono investire in questo settore occupazionale.  Alcune cautele tuttavia sono d’obbligo se non si vuole perdere questa importante opportunità. Troppe fandonie circolano su giornali e periodici, spesso ripetute pedissequamente da improvvisati relatori nei convegni, i quali ritengono che in fondo la pet therapy sia una sciocchezza e quindi non richieda una specifica preparazione.

Si sente perciò affermare che gli animali fanno bene perché emanano energie positive o assorbono la negatività (in un delirio taumaturgico da far impallidire i seguaci della new age), che la sola vicinanza del cane abbasserebbe la pressione sanguigna (e solo chi non ha mai avuto un cane può dire una tale idiozia), che l’animale fa bene perché stimola emozioni (ma anche la paura, il disgusto, la rabbia, la gelosia sono emozioni), che l’animale porta fuori ciò che di meglio c’è nella persona (e questo non ha bisogno di commenti e ben lo sanno i medici veterinari), che l’animale fa bene perché non giudica, non pone vincoli, non è in competizione insomma dà campo espressivo (ossia delirio allo schizofrenico, gioco eccitatorio all’iperattivo, comportamento di scherno e violenza da parte del bullo). Questo sovente porta una famiglia ad adottare un cane per il figlio autistico o a inserire degli animali all’interno di centri di salute mentale, con risultati ovviamente disastrosi.

Chi parla di pet therapy in questo modo non è interessato a questo ambito di lavoro, non ci crede e non intende applicarsi seriamente, ma semplicemente cavalca una moda e per farlo in modo agevole ne parla in modo demagogico e acritico. Le attività coterapeutiche assistite dagli animali, banalmente definite pet therapy, sono servizi che richiedono un’alta competenza e un’onestà di fondo, basata sul sapere che prodotto si offre e quali sono le leve per differenziarlo a seconda dei bisogni dell’utenza. Con il cane si possono fare diverse tipologie di attività – per esempio ludiche, collaborative, di cura, di esplorazione, di sollecitazione sensoriale, di apertura a nuove prospettive identitarie, solo per fare qualche esempio – e ciascuna di queste attività danno contributi evolutivi ed emendativi differenti, indicati per alcune tipologie di pazienti e controindicati per altri.

Nelle sedute il pet diventa un referente di relazione capace di indurre un processo di cambiamento che però dev’essere indirizzato nella direzione giusta. A differenze delle attività zootecniche, fondate su prestazioni che derivano direttamente dall’animale, le attività zooantropologiche si basano su contributi referenziali ossia di relazione che derivano pertanto dal tipo di attività di relazione implementate con l’utente ossia dalla dimensione di relazione in cui il paziente viene esercitato.

Se è vero che il medico curante deve indicare gli obiettivi per il suo paziente, è altrettanto vero che compito del comportamentalista individuare quali attività di relazione con il pet favoriscono il raggiungimento di detti obiettivi. Pertanto la prescrizione si basa sul tipo di attività da fare e non semplicemente nel portare un animale in seduta. Le attività comiche per esempio sono indicate per il bambino ospedalizzato ma assolutamente da evitare nei casi di bullismo. Allo stesso modo un’attività di cura è perfetta per dare autostima ma disastrosa in un anziano ansioso. Conoscere i contributi delle diverse dimensioni di relazione è perciò la base della prescrizione zooantropologica.

Il 30 gennaio 2010 partirà la XII edizione del corso SIUA “Pet Therapy – Zooantropologia Assistenziale“. Gli interessati sono inviati a visitare il sito www.siua.it o contattarci inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica corsi@siua.it o ancora telefonicamente in orario d’ufficio allo 051/810387 o al 340/2513890.

Formazione

“Stia la suo posto!” colpisce anche Vercelli

5 ottobre 2009
Foto scattata da Franco

Foto scattata da Franco

Vercelli è una piccola città che soffre di alcuni mali, alcuni cronici e difficilmente guaribili, altri semplici da curare. Tra essi, la viabilità. Nel silenzio e nell’indifferenza/inazione di chi potrebbe – in realtà
dovrebbe – “vigilare”, si trascinano e diffondono comportamenti confliggenti con il “normale” senso etico. E non alludo al sommo ordine apprezzabile,ad esempio, in Alto Adige; alludo al “minimo sindacale” di senso etico…
Fa dispiacere! Soprattutto sapendo che Vercelli non è nata per essere violentata da orde di autovetture (basta guardare il tracciato stradale) e sapendo altresì che è bella  da calcare, tracciare, solcare a piedi e/o in bicicletta.
Inoltre, si aggiunge all’eccesso di autovetture in circolazione (anche nelle zone pedonali…), la deprecabile abitudine dei conducenti di parcheggiare “creativamente” anche su piste ciclabili, marciapiedi, ecc. (il tutto sempre nell’impunità più assoluta).
Tutto quanto premesso, tralasciando discorsi importantissimi e tragicamente attuali come salute, ben-essere, “vivibilità”, ecc.
Lascio alle immagini (ritraenti una pista ciclabile e un marciapiede!) il compito di narrare ciò che quotidianamente accade.
Pochi minuti prima di stendere questa breve premessa, leggendo un libro dell’illuminato/ante Luigi Zoja – celebre psicoanalista e scrittore – mi sono imbattuto in una pagina (vedere le sottolineature in rosso) dal sapore amaro che, riferita a ciò che ho premesso, fa sorridere a denti (molto) stretti.
Buone visione e lettura!
Franco

Sostenibile

“Stia al suo posto!” sta crescendo…leggi i commenti!

17 settembre 2009

stopLa campagna “Stia al suo posto!”, ideata e lanciata dal portale dell’educazione sostenibile contro i parcheggiatori selvaggi, sta andando avanti e sta coinvolgendo un numero sempre più alto di cittadini che non sono disposti a rimanere in silenzio davanti ad atteggiamenti di mancato rispetto degli spazi comuni!

Sono molti i commenti che giungono ogni giorno in redazione e qui di seguito ne riporteremo qualcuno.

Se anche tu vuoi partecipare a questa campagna, che certo non si propone di cambiare il mondo, ma spera almeno di dare una “lezone morale” a tutti coloro che si credono i padroni della città senza rispettare minimamente il prossimo, questo spazio è dedicato a te.

Qui di seguito sono riportati alcuni commenti sulla campagna.

  • “Appreso della bella iniziativa di cui in oggetto mi chiedo se questo link di filmati vi può servirvi per ‘documentare’ le cattivissime pratiche legate alla mobilità della città in cui vivo: Vercelli. Tutto ciò che vedrete, avviene nel disinteresse più totale, anche di chi dovrebbe garantire che la gente “stia al suo posto”…
    Resto in attesa di un gentile riscontro e vi lascio i miei più cordiali saluti. Franco
    http://www.youtube.com/user/Ehmmobbasta#play/uploads
  • Bella iniziativa.
    Vi segnalo un cartello letto a COMO e sparso per i posteggi cittadini con su scritto
    ” VUOI IL MIO POSTO? PRENDI IL MIO HANDICAP ”
    Saluti Mauro B.
  • Gentilissimi di eco educazione, veniamo a rispondere, e comunque non siamo d’accordo con voi per le multe in qualsiasi forma vengano fatte, ma reputaziamo che la miglior soluzione e l’educazione bisogna fare una massiccia campagnia sull’educazione senza dover penalizzare nessuno , ancora atutt’oggi che sembra che vi siano accorgimenti in tal proposito in realtà non è così ma solo un modo per prendere fondi dalle istituzioni, spendere il minimo e poi abbandonare, pertanto reputo che l’educazione deve andare avanti ed insegnare ad altri a trasmetterla, la vostra idea e sicuramente molto bella ma ci chiediamo quanto tempo riuscirete a portarla avanti ?????
    Ringraziandovi e sempre a disposizione,
    Presidente Regionale
    Luigi L.
  • Aderisco pienamente allo spirito d ella campagna, anche se non sono disegnatore nè fotografo. Aggiungo una proposta per la campagna di educazione: GLI AUTOVEICOLI DEVONO FERMARSI AI PASSAGGI PEDONALI PER DARE REALMENTE LA PRECEDENZA AI PEDONI, SENZA ASPETTARE CHE RISCHINO LA VITA AVVENTURANDOSI PER ATTRAVERSARE, ESATTAMENTE COME FANNO AGLI STOP, DOVE CHI ARRIVA E’ UNA SOLIDA AUTO E NON UN FRAGILE PEDONE! ABITUIAMO AMCHE I PEDONI A PRETENDERE IL LORO DIRITTO: SPESSO BASTA STENDERE UN BRACCIO SEGNALANDO DI AGLI AUTOMOBILISTI IN ARRIVO FERMARSI. Grazie
    Angelo B.
  • Gentili Signori,
    apprezziamo molto la vostra campagna e vorremmo segnalarvi che anche la nostra associazione ha da tempo sul proprio sito una serie di volantini volti a sensibilizzare gli automobilisti al rispetto degli utenti deboli della strada.
    Solitamente potete trovare la segnalazione della nostra campagna alla pagina http://www.genitoriche.org/ARCHIVIO-FILES/gche_3volantini.pdf
    In questi giorni trovate la segnalazione anche in Home Page.
    Se pensate che sia utile, vi autorizziamo a pubblicare nella vostra Mediagallery i nostri volantini.
    Grazie per la cortese attenzione e buona continuazione del vostro lavoro.
    Redazione GenitoriChe.

Sul portale dell‘educazione sostenibile puoi vedere le immagini inviate alla redazione.

La campagna “Stia al suo posto!” sta crescendo… dai anche tu il tuo contributo contro i parcheggiatori selvaggi e riprenditi i tuoi spazi. Invia commenti, disegni di “multe morali” che vorresti vedere sui parabrezza delle macchine, segnala e fotografa piste ciclabili rovinate o con percorsi od ostacoli “improbabili”, strade dissestae e tutto ciò che rende difficoltosa la mobilità in città.

17 settebre 2009

Sostenibile

Informazioni ed emozioni in un rapporto inversamente proporzionale

29 giugno 2009

emozioni1La velocità delle comunicazioni da un lato aumenta la conoscenza quantitativa di persone o cose, ma dall’altro, oltre un certo limite, porta ad un minore approfondimento sul piano emotivo.
Come dimostrato sperimentalmente, infatti il soggetto è un unico centro di elaborazione e di sintesi delle esperienze e l’energia emotiva a sua disposizione, dovendo distribuirsi su ognuna di esse, consentirà un grado di approfondamento inversamente proporzionale al loro numero ed al tempo che egli può dedicarvi.
Per cui, come sostiene Roberto Paolo Imperiali, con la riduzione del tempo disponibile per ogni relazione, sia con le persone che con le cose, e all’aumentare del numero degli stimoli, i sentimenti ed il legame affettivo tendono a diventare meno intensi.
È chiaro che in un mondo dove le conseguenze di azioni locali si ripercuotono a livello globale, le informazioni sono neccessarie per difendere il nostro modo di vivere, ma è altrettanto chiaro che questa è una neccessità e non un motivo di benessere.

Territorio

Un riconoscimento che dà speranza

22 giugno 2009

evviva_2Il nuovo portale dell’educazione sostenibile ha cambiato veste. Si è arricchito di canali tematici, di una mediagallery e di un blog e questo arricchimento è piaciuto tanto da renderlo, a detta del settimanale Torino 7, “sito della settimana”!
Un riconoscimento che dà speranza a coloro che si occupano di tematiche relative all’educazione ambientale e alla sostenibilità, e che dà un segnale di cambiamento.
Finalmente, il discorso sul rispetto dell’ambiente si sta preparando a uscire dalla nicchia di pochi per raggiungere un gruppo di persone più ampio e forse, nel lungo periodo, una nuova e diffusa “coscienza verde” permetterà di ottenere cambiamenti concreti e visibili.

Aspettando quel momento il portale dell’educazione sostenibile, il mensile italiano non profit dell’educazione all’ambiente “.eco”, e l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus continueranno a impegnarsi nella costruzione e diffusione di una cultura della sostenibilità basata sull’approfondimento e l’accuratezza delle informazioni sperando di contribuire al cambiamento tanto sperato.

Energia, Formazione, Pianeta azzurro, Sostenibile, Territorio