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Archivio per la categoria ‘Territorio’

La morte, che ridere

13 febbraio 2010

Mario Salomone

Tra i molti aspetti che a febbraio 2010 la vicenda in cui è coinvolto il capo della protezione Civile Bertolaso ha fatto emergere (e che ha suscitato l’indignazione dei cittadini dell’Aquila e della altre zone dell’Abruzzo colpite dal sisma) c’è la trascrizione di una telefonata tra alcuni costruttori. Che si sono fatte grasse risate alla notizia del terremoto. “Non ne capita mica uno tutti i giorni”: che pacchia. Se non c’è qui, bisogna magari correre ad Haiti.

Sono profondamente convinto che anche gli impresari di pompe funebri abbiano gioito e che si freghino le mani ogni volta che c’è una epidemia di influenza: così muoiono tanti vecchietti.

E ho il fondato sospetto che i costruttori auspichino non la lotta al riscaldamento climatico ma un innalzamento dei mari anche al di sopra del previsto: quattromila chilometri di difese costiere da innalzare sono un business mica male.

Del resto, lo diceva già Bob Kennedy in un celebre discorso del marzo 1968 che

“Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.”

E Patrick Viveret, in un rapporto del 2020 al Governo francese sui nuovi criteri di ricchezza concordava sul fatto che il prodotto interno lordo comprende anche incidenti e inondazioni: “Ogni distruzione, allorché genera dei flussi monetari (riparazioni, cure, assicurazioni, sostituzioni ecc.), è contabilizzata positivamente.”

Quello che non sapevamo, ma che immaginavamo, e di cui ora abbiamo la conferma, è che c’è molta gente che ride quando qualcuno muore: i fabbricanti di armi quando scoppia una guerra, i costruttori quando crollano le case, i carri attrezzi quando qualcuno si schianta in autostrada. O che ci sono molti imprenditori che cinicamente non piangono: i produttori di latte avvelenato e cibi adulterati, gli spacciatori di medicine dannose o scadute, i proprietari di fabbriche pericolose, gli inquinatori consapevoli. Non c’è bisogno di essere trafficanti di droga o rapinatori per lucrare sul crimine: c’è una fetta importanterremoto-haitite della finanza e dell’impresa internazionale che si fonda sulla morte. Che ridere.

Sostenibile, Territorio

Informazioni ed emozioni in un rapporto inversamente proporzionale

29 giugno 2009

emozioni1La velocità delle comunicazioni da un lato aumenta la conoscenza quantitativa di persone o cose, ma dall’altro, oltre un certo limite, porta ad un minore approfondimento sul piano emotivo.
Come dimostrato sperimentalmente, infatti il soggetto è un unico centro di elaborazione e di sintesi delle esperienze e l’energia emotiva a sua disposizione, dovendo distribuirsi su ognuna di esse, consentirà un grado di approfondamento inversamente proporzionale al loro numero ed al tempo che egli può dedicarvi.
Per cui, come sostiene Roberto Paolo Imperiali, con la riduzione del tempo disponibile per ogni relazione, sia con le persone che con le cose, e all’aumentare del numero degli stimoli, i sentimenti ed il legame affettivo tendono a diventare meno intensi.
È chiaro che in un mondo dove le conseguenze di azioni locali si ripercuotono a livello globale, le informazioni sono neccessarie per difendere il nostro modo di vivere, ma è altrettanto chiaro che questa è una neccessità e non un motivo di benessere.

Territorio

Le Dolomiti, Patrimonio mondiale naturale dell’Unesco

28 giugno 2009

dolomiti2
Diciotto cime sopra i 3.000 metri, fra centinaia di vette, un territorio vario per tradizioni e cultura, con tre differenti gruppi linguistici: il Comitato Unesco ha deciso d’inserirle nell’ elenco dei Beni preziosi per l’Umanita’ con il voto unanime dei 21 membri. L’interesse per queste montagne cominciò verso la fine del ’700 con l’arrivo del geologo francese Dolomieu, che individuò la composizione della roccia dolomitica. Dopo gli scienziati arrivarono i viaggiatori, attratti dalla bellezza di queste montagne.
Le guglie dolomitiche richiamarono anche gli scalatori: gran parte della storia dell’alpinismo e’ stata scritta sulle Dolomiti.
Tra i personaggi famosi che hanno frequentato e amato le Dolomiti si possono citare Goethe e Freud, l’imperatrice d’Austria Sissi, e tanti altri: scrittori, registi, pontefici..

Ha scritto Reihnold Messner in una lettera pubblicata da La Gazzetta dello Sport: “La consapevolezza di questa eredità affidataci ci impegna direttamente ad assumerci delle responsabilità nei confronti di questo patrimonio e ci garantisce la presenza di un turismo maggiormente consapevole e sostenibile. Un turismo che deve coniugare appunto natura e cultura. Il modo di vivere in quegli ambienti, di produrre prodotti tipici, da vendere in luogo, sul piatto. Perché non si può fare concorrenza dalle Alpi alla pianura padana o a quella olandese e tedesca, o a quella argentina per la produzione della carne. Neppure se si vive in un luogo Patrimonio dell’Umanità.”

Territorio

Un riconoscimento che dà speranza

22 giugno 2009

evviva_2Il nuovo portale dell’educazione sostenibile ha cambiato veste. Si è arricchito di canali tematici, di una mediagallery e di un blog e questo arricchimento è piaciuto tanto da renderlo, a detta del settimanale Torino 7, “sito della settimana”!
Un riconoscimento che dà speranza a coloro che si occupano di tematiche relative all’educazione ambientale e alla sostenibilità, e che dà un segnale di cambiamento.
Finalmente, il discorso sul rispetto dell’ambiente si sta preparando a uscire dalla nicchia di pochi per raggiungere un gruppo di persone più ampio e forse, nel lungo periodo, una nuova e diffusa “coscienza verde” permetterà di ottenere cambiamenti concreti e visibili.

Aspettando quel momento il portale dell’educazione sostenibile, il mensile italiano non profit dell’educazione all’ambiente “.eco”, e l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus continueranno a impegnarsi nella costruzione e diffusione di una cultura della sostenibilità basata sull’approfondimento e l’accuratezza delle informazioni sperando di contribuire al cambiamento tanto sperato.

Energia, Formazione, Pianeta azzurro, Sostenibile, Territorio

Ambiente DOC

26 maggio 2009

tree-handOra il portale web www.educazionesostenibile.it ha anche il suo blog.
Siamo stati i primi in Italia ad avere un sito web, io tanti anni fa sono stato tra i pochi italiani ad avere sulla scrivania il Minitel (di grande successo invece in Francia).
Non siamo però i primi ad avere un blog, lacuna che adesso colmiamo. Crediamo molto nell’uso di Internet come strumento di “social network”, il cosiddetto web 2.0.
Anche il sito, come avrete visto, è completamente rinnovato. Ai contenuti tradizionali di “.eco”, il mensile italiano non profit dell’educazione all’ambiente e alla sostenibilità, e dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione si aggiungono ora vari canali tematici che spaziano dall’acqua al pensiero ecologico, alle politiche ambientali, all’energia, al territorio, al turismo sostenibile, all’alimentazione e al benessere.
Il nuovo portale rafforza la funzione di informazione, comunicazione e educazione ambientale di “.eco”, che da venti anni è lo strumento di riferimento per “fare rete” in Italia tra quanti sono impegnati nella costruzione e diffusione di una cultura della sostenibilità, nel Terzo settore, nelle istituzioni, negli enti di ricerca scientifica, nelle aree protette, nelle imprese che guardano alle opportunità della “green economy” e praticano la responsabilità sociale.
“.eco” e l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione fanno anche da ponte verso la comunità internazionale di pratica e di ricerca, come sede del Segretariato Permanente dei Congressi mondiali di educazione ambientale (WEEC, World Environmental Education Congress) che si svolgono ogni due anni riunendo migliaia di delegati di tutti i continenti.

Insomma, su “.eco”, da venti anni, c’è una educazione ambientale “d.o.c.”, cosa non da poco e ancor più importante sul web.
Internet è uno strumento eccezionale, ma come si sa l’eccesso di quantità spesso provoca gravi problemi di qualità. C’è molto di buono ma c’è anche moltissima spazzatura. Se, come diceva Hegel, nella notte tutte le vacche sono nere, nei verdi prati di ecologisti veri o presunti, da sempre o svegliatisi al mattino, tutte le vacche rischiano di essere verdi.
Qui, in questo blog e nelle pagine del portale educazionesostenibile.it cercheremo di mettere notizie e materiali “d.o.c”. A voi lettori un invito: fate i segugi e aiutateci a scovare sul web falsità, imprecisioni, manfrine, camuffamenti “verdi” di coscienze sporche.

Mario Salomone, direttore di .eco

Energia, Formazione, Pianeta azzurro, Sostenibile, Territorio

Piove sempre sul bagnato

11 maggio 2009

terremotoNel 2005 la rivista “.eco, l’educazione sostenibile” ha affrontato il tema dell’educazione ai disastri naturali, della prevenzione e del modo differente in cui vengono colpiti ricchi e poveri dalle calamità naturali.
La crescita economica equivale più a un aumento del pericolo e del degrado ambientale che al contrario: la rapida crescita urbana porta a costruire in zone a rischio e alimenta precarie bidonvilles e favelas, l’esclusione sociale e le ineguaglianze aumentano le vulnerabilità delle popolazioni, la ricerca del profitto conduce a una cattiva gestione del territorio e la globalizzazione indebolisce la resistenza delle comunità, costrette dai meccanismi economici ad abbandonare produzioni e stili di vita originali e sostenibili.

Territorio