Archivio

Archivio per giugno 2009

Informazioni ed emozioni in un rapporto inversamente proporzionale

29 giugno 2009

emozioni1La velocità delle comunicazioni da un lato aumenta la conoscenza quantitativa di persone o cose, ma dall’altro, oltre un certo limite, porta ad un minore approfondimento sul piano emotivo.
Come dimostrato sperimentalmente, infatti il soggetto è un unico centro di elaborazione e di sintesi delle esperienze e l’energia emotiva a sua disposizione, dovendo distribuirsi su ognuna di esse, consentirà un grado di approfondamento inversamente proporzionale al loro numero ed al tempo che egli può dedicarvi.
Per cui, come sostiene Roberto Paolo Imperiali, con la riduzione del tempo disponibile per ogni relazione, sia con le persone che con le cose, e all’aumentare del numero degli stimoli, i sentimenti ed il legame affettivo tendono a diventare meno intensi.
È chiaro che in un mondo dove le conseguenze di azioni locali si ripercuotono a livello globale, le informazioni sono neccessarie per difendere il nostro modo di vivere, ma è altrettanto chiaro che questa è una neccessità e non un motivo di benessere.

Territorio

Le Dolomiti, Patrimonio mondiale naturale dell’Unesco

28 giugno 2009

dolomiti2
Diciotto cime sopra i 3.000 metri, fra centinaia di vette, un territorio vario per tradizioni e cultura, con tre differenti gruppi linguistici: il Comitato Unesco ha deciso d’inserirle nell’ elenco dei Beni preziosi per l’Umanita’ con il voto unanime dei 21 membri. L’interesse per queste montagne cominciò verso la fine del ’700 con l’arrivo del geologo francese Dolomieu, che individuò la composizione della roccia dolomitica. Dopo gli scienziati arrivarono i viaggiatori, attratti dalla bellezza di queste montagne.
Le guglie dolomitiche richiamarono anche gli scalatori: gran parte della storia dell’alpinismo e’ stata scritta sulle Dolomiti.
Tra i personaggi famosi che hanno frequentato e amato le Dolomiti si possono citare Goethe e Freud, l’imperatrice d’Austria Sissi, e tanti altri: scrittori, registi, pontefici..

Ha scritto Reihnold Messner in una lettera pubblicata da La Gazzetta dello Sport: “La consapevolezza di questa eredità affidataci ci impegna direttamente ad assumerci delle responsabilità nei confronti di questo patrimonio e ci garantisce la presenza di un turismo maggiormente consapevole e sostenibile. Un turismo che deve coniugare appunto natura e cultura. Il modo di vivere in quegli ambienti, di produrre prodotti tipici, da vendere in luogo, sul piatto. Perché non si può fare concorrenza dalle Alpi alla pianura padana o a quella olandese e tedesca, o a quella argentina per la produzione della carne. Neppure se si vive in un luogo Patrimonio dell’Umanità.”

Territorio

AAA aspiranti ciclisti cercasi, di Simone Ceccobelli

26 giugno 2009

altancicloturismo1La bicicletta è stata fino a pochi decenni fa un fondamentale mezzo di trasporto, spesso l’unico a disposizione delle classi meno agiate. Lo sviluppo economico del dopoguerra, procedendo di pari passo con l’urbanizzazione del territorio, ha portato ad una esponenziale diffusione dell’automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al dominio dello svago e del tempo libero. Con l’aumento del traffico urbano, tuttavia, l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto è ridivenuto concorrenziale e può contribuire a risolvere concretamente i problemi di mobilità ed inquinamento.

Le distanze che si possono coprire in bicicletta vanno dalle poche centinaia di metri a qualche centinaio di chilometri. Nell’uso utilitario della bicicletta, gran parte dei percorsi non superano i 2 km, ma la bicicletta risulta concorrenziale rispetto all’automobile o al trasporto pubblico fino ad almeno 5-10 km. Sui percorsi urbani congestionati, in particolare sui percorsi di lunghezza inferiore ai 10 Km, la bicicletta, si dimostra, il più delle volte, addirittura il mezzo più veloce. Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e/o costi di parcheggio, e diventa incolmabile se vengono conteggiate anche le svariate ore di lavoro necessarie a mantenere un’autovettura. Prosegui la lettura…

Sostenibile ,

Un riconoscimento che dà speranza

22 giugno 2009

evviva_2Il nuovo portale dell’educazione sostenibile ha cambiato veste. Si è arricchito di canali tematici, di una mediagallery e di un blog e questo arricchimento è piaciuto tanto da renderlo, a detta del settimanale Torino 7, “sito della settimana”!
Un riconoscimento che dà speranza a coloro che si occupano di tematiche relative all’educazione ambientale e alla sostenibilità, e che dà un segnale di cambiamento.
Finalmente, il discorso sul rispetto dell’ambiente si sta preparando a uscire dalla nicchia di pochi per raggiungere un gruppo di persone più ampio e forse, nel lungo periodo, una nuova e diffusa “coscienza verde” permetterà di ottenere cambiamenti concreti e visibili.

Aspettando quel momento il portale dell’educazione sostenibile, il mensile italiano non profit dell’educazione all’ambiente “.eco”, e l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus continueranno a impegnarsi nella costruzione e diffusione di una cultura della sostenibilità basata sull’approfondimento e l’accuratezza delle informazioni sperando di contribuire al cambiamento tanto sperato.

Energia, Formazione, Pianeta azzurro, Sostenibile, Territorio

Messaggio del segretario dell’ONU per la Giornata della Terra

21 giugno 2009

giorno_terraCombattere la desertificazione
La desertificazione ed il degrado del territorio riguardano un terzo della superficie terrestre, minacciano la vita, il benessere e lo sviluppo di circa un miliardo di persone. Dovendo affrontare lunghi periodi di siccità, carestia e sempre maggiore povertà, in molti non hanno che una scelta, fuggire dai loro paesi. C’è già una stima di 24 milioni di persone costrette ad emigrare per le condizioni ambientali, un numero che potrebbe arrivare ai 200 milioni nel 2050.
Quest’anno la celebrazione della Giornata Mondiale della Terra mette in evidenza la crescente minaccia che la desertificazione esercita sulla stabilità nazionale e regionale. Quasi un terzo delle terre coltivate del mondo sono diventate improduttive e sono state abbandonate negli scorsi 40 anni e quasi tre quarti di terreni da pascolo mostrano diversi sintomi di desertificazione. I cambiamenti climatici contribuiscono notevolmente, ma non ne sono l’unica causa. In particolare dobbiamo prendere in considerazione nuovamente le nostre pratiche agricole e come gestiamo le risorse idriche. L’agricoltura e l’aumento del bestiame consumano il 70% dell’acqua dolce come pure l’80% delle foreste. La crescente domanda di cereali per il foraggio degli animali ed i biocarburanti eserciteranno un’ulteriore pressione su queste scarse risorse se non si gestiranno in modo sostenibile.
L’ attuale consumo globale e i modelli di produzione sono insostenibili. Le conseguenze includono un ulteriore crisi globale del cibo, come abbiamo visto nel 2008, il proseguimento della desertificazione, il degrado del territorio e la siccità. Come al solito i poveri saranno le prime vittime e gli ultimi a salvarsi.
La 17 sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile che si è recentemente conclusa ha sottolineato che la desertificazione e ed i degrado del territorio sono problemi globali che richiedono risposte globali. A dicembre i leader mondiali potranno fornire una tale risposta quando si incontreranno a Copenaghen per siglare un patto sui cambiamenti climatici. Un accordo complessivo ed equo per rallentare il riscaldamento globale che deve anche aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi alle nuove condizioni già in atto. In particolare dovrà fornire finanziamento adeguato e prevedibile per sostenere il miglioramento della gestione del territorio. Un uso più efficiente dell’acqua e agricoltura sostenibile.
In questa giornata della terra per battere la desertificazione, riconosciamo che è a rischio la sicurezza se lasciamo avanzare la desertificazione senza controllo. Riconosciamo anche che per combattere i cambiamenti climatici non possiamo fare a meno di contrastare la desertificazione , accrescere la produttività agricola, alleviare la povertà e aumentare la sicurezza globale.
(17 Giugno 2009)

Sostenibile

Messaggio del Segretario dell’Onu in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato

21 giugno 2009

Milioni di persone al mondo sono state sradicate dalle loro terre perché vittime di violenza, persecuzioni e conflitti. La maggior parte di questi individui e delle loro famiglie provengono da paesi in via di sviluppo e sono particolarmente vulnerabili agli effetti devastanti dell’attuale crisi economica globale.

Quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato è dedicata al tema “Real People, Real Needs”. Questa scelta vuole evidenziare quanto drammatica sia la situazione dei rifugiati che perdono persino il loro paese – e quanto la comunità internazionale debba fare per aiutarli.

Sono state individuate lacune persino nel provvedere a fornire servizi di base: abitazioni, servizi medico-sanitari, formazione, cibo, acqua potabile, servizi igienici e protezione dalla violenza e dall’abuso.

Il livello di malnutrizione e il tasso di mortalità sono solitamente più elevati tra gli sfollati e tra i rifugiati.

Donne e ragazze sono particolarmente a rischio di sfruttamento. L’esperienza dimostra che la permanenza a scuola riduce l’esposizione a tale abuso. Di conseguenza sono necessarie molte più risorse per costruire e mantenere strutture scolastiche nei campi profughi.

Individuare queste e molte altre lacune richiede impegno e azioni collettive. La solidarietà deve essere il fondamento della nostra risposta. Questo diventa necessario soprattutto in un momento in cui la crisi economica esercita una forte pressione sui fondi destinati a sviluppo e aiuti umanitari.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è nostro dovere garantire alle vittime di conflitti e persecuzioni, siamo essi rifugiati o sfollati, il sostegno e i servizi di cui hanno bisogno per costruirsi una vita migliore.

Sostenibile

Carcere e sostenibilità: un’accoppiata possibile?

17 giugno 2009

prigioneIl 27 maggio 2009 a Forlì nella sede della Provincia di Forlì-Cesena, a Forlì, è stato sottoscritto l’accordo per il progetto “Raee in carcere” per il reinserimento lavorativo dei detenuti della casa circondariale di Forlì.
L’iniziativa, lanciata dal ministero della Giustizia, dal ministero del Lavoro e dalla Provincia di Forlì-Cesena, vede la collaborazione del consorzio Ecolight, insieme al Centro Servizi Raee, alla cooperativa sociale Gulliver, al Gruppo Hera Spa e Techne Scpa, CCLG spa, Confederazione Nazionale Artigianato Forlì Cesena, oltre all’amministrazione penitenziaria della Casa circondariale di Forlì. Ognuno avrà un compito specifico: la cooperativa Gulliver si occuperà della gestione del laboratorio, il consorzio Ecolight si occuperà del conferimento e del ritiro dei raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e del pagamento per la lavorazione dei rifiuti.

Il progetto intende realizzare un laboratorio dove, attraverso lo smontaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici, si arriva alla separazione dei diversi materiali per il recupero di materie prime seconde. Nel laboratorio è previsto l’impiego di due o tre persone per 25 ore a settimana a persona. Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, consorzio per il trattamento dei rifiuti elettrici e elettronici, afferma che l’obiettivo è quello di fornire le competenze professionali e trasversali necessarie per poter trovare un’occupazione stabile in imprese.

Parlare di carceri sostenibili sembra inverosimile se si considerano le condizioni delle strutture, il perenne problema del sovraffolamento e i costumi che le caratterizzano, ma questo esempio sembra essere un piccolo passo verso una sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale.

Sostenibile

Il verde, il nero e l’Europa che vorremmo

10 giugno 2009

Mario Salomone

Di là delle oscillazioni dei grandi schieramenti di centro destra e di centro sinistra, due fenomeni colpiscono nell’esito delle elezioni 2009 per il Parlamento europeo: l’affermazione in vari paesi di liste di ultradestra (xenofobe, razziste, in qualche caso con venature paramilitari) e il successo in alcuni paesi delle liste ecologiste.

Il primo fenomeno ci ricorda che nella civilissima Europa solo con la Prima guerra mondiale sono crollati grandi imperi (austriaco, russo, tedesco, e l’ottomano), che tra le due guerre hanno imperversato il fascismo, il nazismo e altri regimi totalitari, che fino a pochi decenni fa Grecia, Portogallo, Spagna e tutto l’Est erano sotto il tallone di dittature. Crisi e svolte epocali possono dare luogo a risposte di segno opposto, generare un New deal come un Terzo Reich.

Il secondo segnale, invece, rimanda a un’altra possibile uscita dalla crisi attuale, che non è solo finanziaria ed economica, con pesanti risvolti occupazionali e sui livelli di vita di ampi strati di popolazione, ma è di ridefinizione di rapporti sociali, valori, modelli culturali, sistemi di produzione, stili di consumo. C’è una crisi ecologica, ci sono rimescolamenti di rapporti di forza tra aree geografiche, pressioni migratorie che desertificazione e disastro climatico stanno incrementando a dismisura causando decine di milioni di profughi ambientali.

Obama che si pone l’obiettivo di cinque milioni di posti di lavoro “verdi”, la ricerca di un ambiente sano, la difesa della biodiversità, la lotta al riscaldamento globale del pianeta, l’impegno per ridurre le emissioni e sviluppare fonti energetiche “dolci” e rinnovabili sono parte di una risposta diversa a paure e difficoltà. E ci fanno rimpiangere che in queste elezioni europee la grande assente sia stata… l’Europa, ovvero una idea di politiche europee di coesione sociale, di eco-sviluppo, di intervento comune in campo sociale ed economico, di politica estera di pace e di cooperazione.

L’Europa che vorremmo è quella capace di vera unione, di idee forti condivise, di parlare di disarmo, di dialogo, di solidarietà, di giustizia sociale, di garanzie per la salute, di ricerca scientifica, di riqualificazione urbana, di integrazione, di una buona istruzione per tutti, di sicurezza sul lavoro, ecc.

Sostenibile

5 giugno, uniti per il clima

5 giugno 2009

Mario Salomone

wed_logosheet_spanish_thumb5 giugno, come ogni anno si svolge la Giornata mondiale dell’ambiente organizzata dall’Unep. Quest’anno il tema scelto dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente è la lotta al cambiamento climatico.

Andare in bicicletta, consumare meno acqua o carta, differenziare i rifiuti, illuminare meno, riforestare sono alcune delle azioni concrete che l’Unep propone per combattere il riscaldamento globale del pianeta, nelle serie di poster realizzati per l’occasione.

Cosa scegliere? Imbottigliati nel traffico, probabilmente la donna sorridente in bicicletta. Il contrasto tra lo spreco d’acqua dei paesi ricchi e qualcuno indaffarato a tirare fuori qualche goccia da una buca nel deserto ferisce e turba. Se abbiamo negli occhi (o sotto il naso) le montagne di spazzatura di Palermo, magari il poster dei rifiuti.

L’importante è ricordare che questi gesti semplici, che queste azioni concrete vanno fatte tutti i giorni. E che non bastano, se non c’è anche una cambiamento generale di mentalità, di atteggiamenti, di modello di produzione e di consumo.

Energia, Sostenibile , , , ,

Una scelta fatta al buio!

4 giugno 2009

bulb_incandEra previsto che nel 2011 avremmo detto finalmente addio alle lampadine a incadescenza, di cui sarebbe stata vietata la vendita, al fine di favorire la diffusione di quelle a risparmio energetico. Tale provvedimento era stato stabilito dalla legge Finanziaria 2008, in accordo con le normative europee.

Il 14 maggio, però, la maggioranza di centrodestra ha approvato, nella Commissione Industria del Senato, un emendamento che cancella sia il bando delle lampadine a incandescenza, sia il divieto di vendere, dal 2010, elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A (la classe A è quella con minore consumo energetico)

Secondo il governo, il provvedimento dovrebbe ripristinare la commercializzazione di lampadine a incandescenza ed elettrodomestici a scarsa efficienza al fine di aiutare le imprese che non hanno innovato o che, a causa della crisi, non sono state in grado di “svuotare i magazzini”.

Il governo però non vuole andare contro la tendenza al risparmio energetico dell’Unione Europea quindi, per favorire tale strada e sempre con l’intenzione di aiutare le imprese, l’esecutivo, nel settembre del 2008, ha deciso di concedere detrazioni a chi compra elettrodomestici di classe A+ (insieme alla classe A++ indica gli elettrodomestici a minore consumo energetico. Per ora queste due classi riguardano solo frigoriferi e congelatori).
Una bella idea, ma c’è un piccolo particolare: tali incentivi erano già stati approvati da una legge di due anni fa. Il governo quindi non ha fatto altro che concedere sconti su elettrodomestici che già li avevano dal 2007.

Quindi, oltre a pagare bollette dell’elettricità maggiori del necessario, perchè si consumerà più energia di quanto non si farebbe con lampadine a risparmio energetico e con elettrodomestici a basso consumo, si continuerà a emettere nell’atmosfera quantità consistenti di CO2, andando contro le indicazioni europee e al Green New Deal seguito dal Presidente Obama.

Gli Ecologisti democratici sostengono, al contrario, che il passo indietro del governo, oltre a danneggiare l’ambiente, rappresenta anche uno svantaggio per l’industria italiana, all’avanguardia nei modelli di elettrodomestici ad alta efficienza. Il divieto a vendere frigoriferi e lavatrici di vecchia generazione sarebbe per le imprese un oggettivo vantaggio competitivo.

Energia