L’ONU sul G8 L’Aquila – 9 luglio 2009
Il Segretario Generale delle Nazioni Ban Ki-moon ritiene i risultati sul clima ‘non sufficienti” e accoglie con soddisfazione le decisioni sulla sicurezza alimentare
Dalla Dichiarazione Stampa sul G8 e Forum delle Maggiori Economie
Gli impegni espressi nell’incontro dei leader del G8 e del Forum delle Maggiori Economie (MEF) sono benvenuti ma ancora non sufficienti. Molto di più deve essere fatto perchè i governi possano prendere un nuovo accordo sul clima a Dicembre a Copenaghen.
Il tempo del rinvio e delle mezze misure è scaduto. E’ necessaria la leadership personale di ogni Capo di Stato e di Governo per stabilire che è arrivato il momento di proteggere l’umanità e il pianeta da uno dei pericoli più seri con cui ci si sia mai confrontati.
Per questo motivo il Segretario Generale convocherà un Summit globale sui Cambiamenti Climatici il 22 Settembre a New York. Le Nazioni Unite porteranno tutti i protagonisti intorno al tavolo e offriranno una onesta mediazione per risolvere le questioni chiave. La crisi climatica, tuttavia, non può essere risolta soltanto dalle Nazioni Unite. Sono i leader politici nazionali che devono agire.
I Paesi rappresentati all’Aquila sono responsabili per più dell’ 80% dell’ emissioni globali ed è questo il motivo per cui hanno particolare responsabilità nel trovare una soluzione all’ impasse politico. Se non riescono ad agire quest’anno, essi avranno sprecato un’ opportunità storica unica che potrebbe non presentarsi più.
I leader affrontano le pressioni politiche interne. Ma la situazione richiede che agiamo con urgenza in quanto comunità globale . E’ necessario non far aumentare la temperatura globale di più di due gradi centigradi e mantenere l’obiettivo globale del 50%di riduzione delle emissioni per il 2050 perchè questo sia possibile.
Il Segretario-Generale è soddisfatto dell’accordo del G8 su l’obiettivo a lungo termine per ridurre le emissioni dell’ 80% entro il 2050. Perché questo sia credibile, tuttavia, c’è bisogno di obiettivi ambiziosi a medio termine e chiari linee guida di base. Per raggiungere tale obiettivo globale, i paesi sviluppati devono dare l’esempio nel prendere impegni precisi per ridurre le loro emissioni entro il 2020, nell’ordine del 25 – 40 per cento al di sotto dei livelli del 1990 che la Tavola Rotonda Intergovernativa sui Cambiamenti Climatici richiede. E’ seccante notare che fino ad ora gli obiettivi di emissioni a medio termine annunciato dai paesi sviluppati nel MEF non siano di questa portata.
Ogni paese deve fare la sua parte sulla base del principio dell’equità. I paesi in sviluppo devono anche contribuire con un impegno nazionale a mitigare emissioni in modo che siano adeguate alla nazione, misurabili, controllabili e verificabili.
I paesi in via di sviluppo hanno bisogno di trovare assistenza tecnologica . C’è bisogno di fondi anche per assistere i paesi in sviluppo più vulnerabili ad adattarsi agli effetti nefasti dei Cambiamenti Climatici.
Ci troviamo di fronte ad un bivio storico. Gli affari non sono praticabili come lo sono stati in passato. Altre due sfide globali fanno pressione e i leader mondiali devono tenerne conto, si tratta dell’insicurezza alimentare e dell’influenza pandemica H1N1.
Al contrario della percezione popolare che la crisi alimentare sia passata, l’insicurezza dell’accesso al cibo opprime il pianeta con più di un miliardo di persone che vanno a letto affamate ogni notte. E’ inaccettabile e insostenibile.
Dobbiamo avere un approccio globale al problema come sottolineato dal Sistema della Task Force ad Alto Livello sulla Crisi della Sicurezza Mondiale Alimentare delle NU. Questo significa non solo affrontare I bisogni di chi a fame oggi, ma fare anche investimenti in agricoltura che possa permetterci di evitare questa situazione in futuro.
In questo contesto la richiesta del G8di $15 miliardi nei prossimi tre anni è benvenuta. Adesso c’è bisogno di concretizzare quella richiesta e lavorare insieme per sostenere i piani di azione nazionali in modo integrato.
La pandemia H1N1 sta iniziando ad accelerare creando disturbo. Riceviamo relazioni dai sistemi sanitari in difficoltà di alcuni paesi dell’emisfero sud. Abbiamo una piccola opportunità di aiutare i paesi poveri ad accedere a ciò di cui hanno bisogno per affrontare il virus. E’ necessario che i leader del G8 si impegnino ad aiutare questi paesi, il che potrebbe richiedere un impegno almeno di $ 1 miliardo degli Stati Uniti .
L’Aquila, 9 luglio 2009

Il G8 e poi G20 hanno ieri concordato sul fatto che l’aumento globale della temperatura della terra può preludere situazioni catastrofiche e che quindi bisogna agire nel senso di ridurre le emissioni di CO2. Gli scienziati che elaborano previsioni di lungo termine fanno uso di modelli matematici. Oggi in tutte le discipline l’uso di modelli matematici è molto diffuso. Si tratta di riprodurre, attraverso un insieme di equazioni, il comportamento di un qualsivoglia sistema. L’uso dei modelli matematici è molto antico: basti pensare al modello tolemaico per la descrizione del moto del sole e dei pianeti in cielo. Si usano modelli matematici in fisica, chimica, biologia, economia, medicina, genetica, ingegneria, metereologia e in numerose altre discipline. In generale la complessità dei modelli è tale da richiedere l’uso di computer per la loro soluzione.
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