Energia personale per città più vivibili
Si sta celebrando in questi giorni in tutta Europa la Settimana Europea della Mobilità Urbana Sostenibile, iniziativa che culminerà nella giornata del 22 settembre dedicata alla circolazione senza auto, un modo per invogliare i cittadini a sperimentare la produzione di energia personale con la propria pedalata o, perchè no, una sana camminata.
Una ricorrenza importante per fermarci a riflettere sulla gravità dei costi sociali che i nostri stili di vita inquinanti comportano e che gravano su tutti noi, e sulla sacralità del recupero di forme di mobilità più sostenibili, per l’ambiente e per la nostra stessa salute.
Trasporto pubblico locale, car sharing, piste ciclabili, park pricing (parcheggi a pagamento),blocco del traffico, piedibus, car pooling, sono tutti interventi pensati e messi in atto dalle amministrazioni comunali per limitare l’impatto delle emissioni di gas serra, l’inquinamento acustico, la congestione del traffico cittadino e l’incidentalità.
Ma per una svolta di qualità realmente incisiva occorre partire da una rivoluzione umana profonda che faccia leva su ognuno di noi, sul nostro saper vivere in modo armonico e sobrio con la natura e con gli altri, sperimentato da bambini e poi atrofizzatosi nel tempo, forse fagocitato dalla fretta e dalla comodità della società tecnologica.
Recuperare il piacere di usare la propria energia personale per spostarsi e vivere la città a ritmi più moderati è un buon punto di partenza per investire in un futuro più vivibile. Solo così potremmo riprendere in mano le redini della gestione degli spazi pubblici, sentendoci veramente al centro del contesto urbano e non mere comparse.
E’ una questione di vivibilità, quella che le vie cittadine occidentali stanno progressivamente perdendo.
La campagna
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