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Archivio per ottobre 2009

“Stia la suo posto!” colpisce anche Vercelli

5 ottobre 2009
Foto scattata da Franco

Foto scattata da Franco

Vercelli è una piccola città che soffre di alcuni mali, alcuni cronici e difficilmente guaribili, altri semplici da curare. Tra essi, la viabilità. Nel silenzio e nell’indifferenza/inazione di chi potrebbe – in realtà
dovrebbe – “vigilare”, si trascinano e diffondono comportamenti confliggenti con il “normale” senso etico. E non alludo al sommo ordine apprezzabile,ad esempio, in Alto Adige; alludo al “minimo sindacale” di senso etico…
Fa dispiacere! Soprattutto sapendo che Vercelli non è nata per essere violentata da orde di autovetture (basta guardare il tracciato stradale) e sapendo altresì che è bella  da calcare, tracciare, solcare a piedi e/o in bicicletta.
Inoltre, si aggiunge all’eccesso di autovetture in circolazione (anche nelle zone pedonali…), la deprecabile abitudine dei conducenti di parcheggiare “creativamente” anche su piste ciclabili, marciapiedi, ecc. (il tutto sempre nell’impunità più assoluta).
Tutto quanto premesso, tralasciando discorsi importantissimi e tragicamente attuali come salute, ben-essere, “vivibilità”, ecc.
Lascio alle immagini (ritraenti una pista ciclabile e un marciapiede!) il compito di narrare ciò che quotidianamente accade.
Pochi minuti prima di stendere questa breve premessa, leggendo un libro dell’illuminato/ante Luigi Zoja – celebre psicoanalista e scrittore – mi sono imbattuto in una pagina (vedere le sottolineature in rosso) dal sapore amaro che, riferita a ciò che ho premesso, fa sorridere a denti (molto) stretti.
Buone visione e lettura!
Franco

Sostenibile

Senza cartelli più sicurezza

5 ottobre 2009

cartelli-stradalinoSi tratta di un’iniziativa per responsabilizzare gli automobilisti attraverso l’assenza di segnaletica stradale che li costringerebbe inevitabilmente a prestare più attenzione alla strada e alla guida.

Chi ci ha provato non ha dubbi: l’insicurezza è sicura. È la politica del traffico adottata nel paese di Dracthen in Olanda (22.000 ab.) dove, abolita ogni forma di regolamentazione e segnaletica stradale, la media cittadina di otto incidenti l’anno è piombata a zero. A Drachten, ora valgono solo due regole 1) precedenza a coloro che arrivano da destra; e 2) ciò che ostacola gli altri, sarà rimosso. Tradotta in pratica l’idea di un ingegnere locale, Hans Monderman, per il quale le regole non risolvono i problemi ma li aggravano, l’amministrazione ha avviato la “liberalizzazione” del codice della strada, “che lasci gli automobilisti a sbrigarsela da sé quando si tratta di stabilire chi ha la precedenza o decidere quando è bene rallentare. Non una deregolamentazione selvaggia bensì la creazione di spazi condivisi: aree semi-pedonalizzate allietate da alberi, zone verdi, fontane, aiuole dove le auto cessano di essere padrone indiscusse per diventare comproprietarie dello spazio insieme a pedoni e ciclisti”.

Il paradosso di Monderman è semplice: occorre rendere le strade più pericolose per aumentarne la sicurezza. Privati dei cartelli e disorientati dall’assenza della segnaletica a terra, gli automobilisti tendono ad alzare il piede dall’acceleratore e a guardarsi intorno. Un principio che è stato ripreso per il progetto europeo «Shared Space», cui partecipano sette Comuni in Germania, Belgio, Olanda, Danimarca e Gran Bretagna.

Due le possibili spiegazioni del successo di una scelta così radicale: l’alto senso civico della popolazione esaltato dall’assenza di “regole imposte”, oppure un accresciuto senso di timore che, nell’assenza di indicazioni comportamentali, induce cautela perché scontrarsi o investire qualcuno può far male, fisicamente ed economicamente.

La relazione uomo/società/ambiente è paradigmatica per quanto attiene al discorso delle “regole”: non c’è forse settore che abbia visto un proliferare di norme, leggi, impegni, accordi come quello che nel corso degli ultimi decenni ha caratterizzato il discorso “ambientale”: anche in questo caso spesso disattese, aggirate, eluse.

Forse perché siamo ancora carenti della regola fondamentale, che condiziona l’osservanza di tutte le altre, una regola di valore generale che non può essere scritta in quanto non comporta sanzioni, che nasce solo dal rispetto e dal convincimento profondo che la qualità della nostra vita è strettamente correlata a quella del nostro intorno fatto di ambienti, naturali e artificiali, e da altri esseri viventi.

Sostenibile