“Stia la suo posto!” colpisce anche Vercelli

Foto scattata da Franco
Vercelli è una piccola città che soffre di alcuni mali, alcuni cronici e difficilmente guaribili, altri semplici da curare. Tra essi, la viabilità. Nel silenzio e nell’indifferenza/inazione di chi potrebbe – in realtà
dovrebbe – “vigilare”, si trascinano e diffondono comportamenti confliggenti con il “normale” senso etico. E non alludo al sommo ordine apprezzabile,ad esempio, in Alto Adige; alludo al “minimo sindacale” di senso etico…
Fa dispiacere! Soprattutto sapendo che Vercelli non è nata per essere violentata da orde di autovetture (basta guardare il tracciato stradale) e sapendo altresì che è bella da calcare, tracciare, solcare a piedi e/o in bicicletta.
Inoltre, si aggiunge all’eccesso di autovetture in circolazione (anche nelle zone pedonali…), la deprecabile abitudine dei conducenti di parcheggiare “creativamente” anche su piste ciclabili, marciapiedi, ecc. (il tutto sempre nell’impunità più assoluta).
Tutto quanto premesso, tralasciando discorsi importantissimi e tragicamente attuali come salute, ben-essere, “vivibilità”, ecc.
Lascio alle immagini (ritraenti una pista ciclabile e un marciapiede!) il compito di narrare ciò che quotidianamente accade.
Pochi minuti prima di stendere questa breve premessa, leggendo un libro dell’illuminato/ante Luigi Zoja – celebre psicoanalista e scrittore – mi sono imbattuto in una pagina (vedere le sottolineature in rosso) dal sapore amaro che, riferita a ciò che ho premesso, fa sorridere a denti (molto) stretti.
Buone visione e lettura!
Franco
Si tratta di un’iniziativa per responsabilizzare gli automobilisti attraverso l’assenza di segnaletica stradale che li costringerebbe inevitabilmente a prestare più attenzione alla strada e alla guida.
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