Un utile esempio
Mario Salomone
L’incontro nazionale dell’educazione ambientale francese tenutosi l’ottobre dello scorso 2009 a Caen, Bassa Normandia, rappresenta un’interessante esperienza da cui forse molte altre realtà nazionali potrebbero trarre utili spunti di lavoro.
Tre gli elementi da sottolineare:
1. Il primo è il metodo, che ha visto migliaia di persone partecipare ad incontri locali e poi regionali affidati all’organizzazione da parte degli attori del territorio.
2. Il secondo è l’ampiezza della partecipazione in termini di soggetti rappresentati, che andavano dalle istituzioni, ai parchi, alle regioni, al mondo della scuola, all’associazionismo di ogni tipo, ai sindacati e alle imprese.
3. Il terzo, che è poi alla base del successo delle “Assises” di Caen e del processo partecipativo che le ha preparate, sta nella capacità della società civile francese di collaborare senza rivalità e di dare vita a un organismo (il CFEEDD, “collettivo francese dell’educazione all’ambiente verso lo sviluppo sostenibile”) in cui sono attive reti, associazioni, istituzioni.
Certo, in Francia c’è un forte spirito “repubblicano” fondato su valori come la solidarietà, la fratellanza, la laicità che improntano anche l’educazione ambientale dei nostri cugini di Oltralpe.
In Italia l’esempio andrebbe senz’altro ripreso, per ridare slancio e motivazioni al mondo composito dell’educazione ambientale ma anche per allargarne il campo e coinvolgere nuovi soggetti, obiettivo possibile, come si è visto grazie al Decennio delle Nazioni Unite (il DESS) e all’azione della Commissione italiana UNESCO.
te della finanza e dell’impresa internazionale che si fonda sulla morte. Che ridere.
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