Informazioni ed emozioni in un rapporto inversamente proporzionale
La velocità delle comunicazioni da un lato aumenta la conoscenza quantitativa di persone o cose, ma dall’altro, oltre un certo limite, porta ad un minore approfondimento sul piano emotivo.
Come dimostrato sperimentalmente, infatti il soggetto è un unico centro di elaborazione e di sintesi delle esperienze e l’energia emotiva a sua disposizione, dovendo distribuirsi su ognuna di esse, consentirà un grado di approfondamento inversamente proporzionale al loro numero ed al tempo che egli può dedicarvi.
Per cui, come sostiene Roberto Paolo Imperiali, con la riduzione del tempo disponibile per ogni relazione, sia con le persone che con le cose, e all’aumentare del numero degli stimoli, i sentimenti ed il legame affettivo tendono a diventare meno intensi.
È chiaro che in un mondo dove le conseguenze di azioni locali si ripercuotono a livello globale, le informazioni sono neccessarie per difendere il nostro modo di vivere, ma è altrettanto chiaro che questa è una neccessità e non un motivo di benessere.
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Brava Claudia poichè penso che sia meglio cercare il benessere che la quantità di stimoli, mi fermerò un pò di più a curare i legami che più mi stanno a cuore.