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Enel, il nucleare sul petto

t-shirt-atomica1Sono le giovani generazioni il leit motiv della campagna pubblicitaria lanciata da Enel. Fonti rinnovabili e centrali atomiche non fa differenza: tutto è messo sullo stesso piano di una “energia senza emissioni”.

Pagine e pagine a pagamento inneggiano alle reti intelligenti e a un’energia del futuro “competitiva e pulita”. Sembra di essere tornati agli anni ’50 e ’60, ai miti di uno sviluppo per tutti, di cui il rapporto del 1972 al Club di Roma avrebbe indicato i limiti e che la realtà di questi decenni ha dimostrato essere truffaldino, distritutivo per l’ambiente e per le società umane.

La vita, ci dice Enel, è “en rose”, basta affidarsi alle sue mirabolanti tecnologie. E incolpevoli adolescenti diventano “testimonial” del ritorno all’atomo, mettendo la loro giovinezza e le loro grazie al servizio dell’occupazione e della militarizzazione del territorio , della moltiplicazione dei rischi, della concetrazione degl investimenti e del potere nelle mani di pochi grandi gruppi, del saccheggio delle risorse idriche e di tutti gli altri risvolti negativi che il nucleare presenta. 

Il tutto sarebbe un contributo alla lotta al cambiamento climatico, in concomitanza con la conferenza mondiale di Copenhagen. Ma contro il climate change ci vuole un system change, non un po’ di centrali atomiche disseminate sul quel che resta dell’ex-Bel Paese.

salomone Energia

  1. 8 gennaio 2010 a 21:15 | #1

    L’unica vera alternativa attuale al nucleare è il fotovoltaico, installando impianti su superfici già occupate o non produttive (in senso lato, non solo per l’agricoltura).
    Sul mio sito trovate un interessante articolo dal titolo “Fonti rinnovabili e nucleare: quali prospettive?”
    ciao

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