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Il riscaldamento globale si batte anche con l’educazione

Mario Salomone

 

nov09_cop_ridContro il cambiamento climatico ci vogliono, certo, norme rigorose, accordi chiari e coraggiosi, mezzi finanziari consistenti, investimenti e misure concrete. Ma è anche necessario sviluppare conoscenze e competenze adatte a costruire una società capace di emettere meno gas serra, di affrontare problemi complessi, di tessere reti di relazioni e partenariati, di scegliere tra varie soluzioni possibili. La lotta al riscaldamento globale del pianeta non si fa solo con decisioni dall’alto o con innovazioni tecnologiche delegate agli “addetti ai lavori”. “Cambiare il sistema”, e non il clima, come dice uno degli slogan dei manifestanti giunti nella capitale danese per seguire la COP15, richiede partecipazione, collaborazione, consapevolezza, condivisione di obiettivi, nuove professionalità e rinnovamento di quelle esistenti.

 

Ci vuole insomma – accanto a una più decisa azione a livello di politiche nazionali e internazionali – una grande azione culturale, di formazione, di informazione, di sensibilizzazione a livello globale.

L’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile sono appunto gli strumenti indispensabili per un’azione di questo tipo.

C’è pertanto da augurarsi che la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico in corso a Copenhagen lanci anche un forte appello a rafforzare l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità, inserendola tra gli impegni richiesti ai Governi di tutto il mondo.

salomone Energia

  1. salomone
    14 dicembre 2009 a 18:34 | #1

    Sono appena tornato da NY, Nazioni Unite e ci sono una serie di
    problemi che non verranno affrontati a Copenhagen.
    Non penso che i meeting di questo tipo risolvano niente. Sono solo uno
    stunt per coinvolgere il pubblico e per dare un’immagine di attività
    nel settore.

    Chi è interessato ad una campagna contro l’uso delle buste di plastica
    nei supermercati? Ogni supermercato mette in giro a Pescara tonellate
    (circa 500 000 buste/anno).
    Dovrebbero essere vietate ma nessuno ne tiene conto.

    Gianni Belcaro SELAB

  2. 25 marzo 2010 a 18:54 | #2

    Perfettamente d’accordo, il primo passo deve essere la politica, le istituzioni. Ad esempio con gli incentivi per la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili mi sembrano un buon inizio, ma è solo l’inizio.. Le istituzioni vanno di certo però continuamente spronate dalla società civile.
    ciao

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