Ambiente DOC
Ora il portale web www.educazionesostenibile.it ha anche il suo blog.
Siamo stati i primi in Italia ad avere un sito web, io tanti anni fa sono stato tra i pochi italiani ad avere sulla scrivania il Minitel (di grande successo invece in Francia).
Non siamo però i primi ad avere un blog, lacuna che adesso colmiamo. Crediamo molto nell’uso di Internet come strumento di “social network”, il cosiddetto web 2.0.
Anche il sito, come avrete visto, è completamente rinnovato. Ai contenuti tradizionali di “.eco”, il mensile italiano non profit dell’educazione all’ambiente e alla sostenibilità, e dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione si aggiungono ora vari canali tematici che spaziano dall’acqua al pensiero ecologico, alle politiche ambientali, all’energia, al territorio, al turismo sostenibile, all’alimentazione e al benessere.
Il nuovo portale rafforza la funzione di informazione, comunicazione e educazione ambientale di “.eco”, che da venti anni è lo strumento di riferimento per “fare rete” in Italia tra quanti sono impegnati nella costruzione e diffusione di una cultura della sostenibilità, nel Terzo settore, nelle istituzioni, negli enti di ricerca scientifica, nelle aree protette, nelle imprese che guardano alle opportunità della “green economy” e praticano la responsabilità sociale.
“.eco” e l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione fanno anche da ponte verso la comunità internazionale di pratica e di ricerca, come sede del Segretariato Permanente dei Congressi mondiali di educazione ambientale (WEEC, World Environmental Education Congress) che si svolgono ogni due anni riunendo migliaia di delegati di tutti i continenti.
Insomma, su “.eco”, da venti anni, c’è una educazione ambientale “d.o.c.”, cosa non da poco e ancor più importante sul web.
Internet è uno strumento eccezionale, ma come si sa l’eccesso di quantità spesso provoca gravi problemi di qualità. C’è molto di buono ma c’è anche moltissima spazzatura. Se, come diceva Hegel, nella notte tutte le vacche sono nere, nei verdi prati di ecologisti veri o presunti, da sempre o svegliatisi al mattino, tutte le vacche rischiano di essere verdi.
Qui, in questo blog e nelle pagine del portale educazionesostenibile.it cercheremo di mettere notizie e materiali “d.o.c”. A voi lettori un invito: fate i segugi e aiutateci a scovare sul web falsità, imprecisioni, manfrine, camuffamenti “verdi” di coscienze sporche.
Mario Salomone, direttore di .eco
Energia, Formazione, Pianeta azzurro, Sostenibile, Territorio
Visita il Portale Italiano dell'Educazione Sostenibile
Benvenuto un blog sull’educazione sostenibile!
Sia benvenuto non soltanto per l’evidente importanza dei problemi di conoscenza e di rapporto con l’ambiente negli interventi educativi e didattici, ma anche perché qualsiasi “formazione umana” avviene in un ambiente fisico, sociale, culturale, e la sua sostenibilità dipende da tutti i fattori di questo ambiente.
Nella nostra società è ormai diffusa una certa sensibilità (almeno di principio) ai problemi della salvaguardia dell’ambiente fisico, ma non altrettanto si può dire per i fattori culturali dello stesso ambiente.
Capita molto spesso di vedere (soprattutto da noi in Italia) che le stesse persone e/o organizzazioni che lottano per la qualità e gli equilibri ecosistemici del proprio territorio, che s’interrogano sugli effetti di certi modelli di globalizzazione, per quanto riguarda i modelli e gli strumenti di comunicazione e di formazione, siano prostrati e supini alle egemonie e mode culturali portate da alcuni tipi di “mondializzazione”, altrettanto inquinanti e disequilibranti, e forse anche più insidiose in quanto più sommerse. Pensiamo, per esempio, al neocolonialismo culturale che è subentrato al colonialismo strettamente politico e militare, ma anche alle tendenze evolutive dei programmi di insegnamento nelle nostre scuole di Paesi più o meno ricchi, persino quando si pretende di fare “educazione interculturale”.
Ecco mi domando un’educazione correttamente “interculturale” rientra negli obiettivi di un’educazione ambientale sostenibile? Quanto è “sostenibile” l’omologazione culturale?
Ne vogliamo parlare?
mauro la torre
dipartimento di progettazione educativa e didattica, uniroma3
Ho letto con interesse il vostro sito e vi faccio mille in bocca al lupo!