
- Nikolina Rako,la giovane ricercatrice che dirige il Centro di Educazione Ambientale di Lussingrande.
Il 18 luglio, nella trasmissione “Sereno Variabile” di Rai 2, Osvaldo Bevilacqua, ha mandato in onda un servizio sull’isola di Lussino, con la partecipazione di Nikolina, qui di seguito ulteriori informazioni sull’argomento.
I tursiopi del Quarnero (NE del mare Adriatico), unica popolazione residente in acque croate, vivono in un’area a crescente impatto umano, causato dalla pesca su piccola scala- con conseguente diminuzione del pesce disponibile- e dal turismo nautico, particolarmente negativo nei pressi delle cosiddette “autostrade del mare” e dei depositi costieri di carburante.
Negli ultimi anni è stato raggiunto il livello di guardia soprattutto per le imbarcazioni a motore che incrociano nell’area e che crescono di anno in anno: nel 2007 a Nerezine, nel nord dell’isola di Lussino, è stato inaugurato un altro porto turistico con una capienza di 400 posti barca. Dai dati rilevati dal 1995 al 2008 si ritiene che la popolazione di tursiopi della zona sia diminuita del 39% per cui il rischio di estinzione secondo i criteri dell’UICN è alto.
Nella sede del Centro di Educazione Ambientale di Lussingrande,a pochi metri dal pittoresco porticciolo di origine veneziana, incontriamo Nikolina Rako,la giovane ricercatrice che dirige le attività di ricerca e protezione ambientale e che,in un ottimo italiano, ci illustra le attività del Centro e dell’associazione Blue World.
Dal 1993 sull’Isola di Lussino (Croazia) si celebra in agosto il Giorno del Delfino per chiedere l’istituzione di una Riserva Zoologica Speciale, di un’area cioè a stretto regime di protezione. La Riserva dei delfini di Lussino dovrebbe rappresentare la più grande area marina protetta dell’ Adriatico conuna superficie di circa 526 chilometri quadrati, dedicata in modo particolare alla protezione di una popolazione di tursiopi.L’area protetta si trova tra le isole di Cherso e Lussino e le isolette di Cutin, Trstenik, Oruda, Orjulee la costa orientale dell’isola di Ilovik.
Sono questi gli obiettivi dell’ ONG Blue World Institute (BW) che sviluppa attività di ricerca scientifica e progetti di conservazione, e promuove l’educazione ambientale nell’arcipelago di Cherso e Lussino,in collaborazione dell’Istituto di Stato per la Protezione della Natura e del Museo croato di Scienze Naturali.
Recentemente Blue World si è occupata di definire i fattori critici che hanno influenzato la presenza dei tursiopi nell’area negli ultimi 12 anni e di valutare l’impatto socio-economico a livello locale della creazione di un’area protetta. La popolazione di tursiopi dell’arcipelago ha subito negli ultimi 15 anni una diminuzione del 40% ed oggi solo un centinaio di delfini frequentano l ‘area. Questi studi sono contenuti in due tesi di dottorato condotte in collaborazione con la Sea Mammal Research Unit dell’Università di St Andrews (Gran Bretagna), con l’University College London (Gran Bretagna) e Tethys (Italia).
Oltre ai tursiopi (Tursiops truncatus), l’area protetta faciliterà la conservazione di numerose specie di flora e di fauna in pericolo d’estinzione o protette e dei loro habitat; per esempio, siti di svernamento della tartaruga comune (Caretta caretta), praterie di Posidonia (Posidonia oceanica), aggregazioni di coralli e siti di nidificazione dei cormorani (Phalacrocorax aristotelis). L’area conta anche 152 specie di flora marina, 303 specie d’invertebrati marini (7 rigidamente protette e 9 protette) e 112 specie di pesci (19 dei quali in pericolo d’estinzione). E’ anche nota per i suoi importanti siti archeologici marini, in particolare quello dove è stato rinvenuto una antica statua di bronzo, l’Apoxymenos, l’ atleta che si pulisce dopo la gara,datato 50-40 a.C. copia (romana ?) di un originale greco del 360 a.C..
Per maggiori informazioni, potete visitare il sito www.blue-world.org.
patrizia Energia
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